Il concetto di piano editoriale ha le sue radici nell’editoria, risponde all’esigenza di organizzare e programmare in maniera sensata le nuove uscite di libri, riviste e altri prodotti.
Come sanno bene manager e imprenditori, però, questa necessità di pianificare e programmare è insita anche – e soprattutto – nel mondo puramente aziendale, ed è così che l‘espressione e la funzione di piano editoriale (PED) ha fatto breccia anche nel marketing delle imprese, assumendo un ruolo di primaria importanza, un ruolo di raccordo tra la fase strategica e la fase operativa della gestione di questa funzione.
Nella guida che stai leggendo ci concentriamo sul piano editoriale social: dopo aver esplorato i “segreti” di una strategia di social media marketing fatta bene, qui ti spieghiamo in maniera pratica e con esempi reali che cos’è, perché è importante e come creare il PED per gestire i canali social del tuo business.
Ecco le risposte che stavi cercando.
PED social: che cos’è il piano editoriale per gestire i social aziendali
Partiamo dalle basi e della definizione di piano editoriale per i social:
Il piano editoriale social è uno strumento strategico-operativo che aiuta le aziende a gestire in maniera professionale la presenza sui social network, con il fine di allineare le pubblicazioni con gli obiettivi di marketing del business.
In altre parole, per garantire la coerenza e l’efficacia delle comunicazioni sui social media, un piano ben strutturato è il primo passo verso una gestione dei contenuti più sistematica e produttiva, evitando l’improvvisazione e allineando gli sforzi di marketing agli obiettivi aziendali.
Vantaggi e importanza del piano editoriale social
Ok, ma in pratica cosa significa? Che senza il PED social, il team di marketing che si occupa di gestire i canali social, interno o esterno che sia, brancolerebbe nel buio, pubblicando contenuti a casaccio senza sapere perché. Il risultato? Molto probabilmente sarebbe solo uno spreco di tempo e budget.
Al contrario, grazie a questo strumento, manager e imprenditori possono ottenere una serie di vantaggi:
- Coerenza: è possibile uniformare obiettivi generali di marketing, obiettivi specifici di social media management e pubblicazioni di contenuti;
- Efficienza: in maniera verticale e orizzontale, ogni membro del team conosce cosa fare e quando farlo;
- Risultati: un maggiore controllo semplifica la misurazione delle azioni adottate e permette una riprogrammazione a stretto giro.

Differenza tra PED, strategia e calendario editoriale
In questo blog abbiamo approfondito anche un altro aspetto del ciclo di gestione dei social: la strategia. Ma che differenza c’è tra social media strategy e piano editoriale? In sostanza, il piano editoriale è una parte della strategia più ampia.
In contesti aziendali di minori dimensioni, però, i due strumenti sono sovrapponibili e, quindi, la social media strategy può essere sostituita da un PED ben organizzato che prende in esame ogni aspetto della gestione dei social.
Anche gli altri canali online come il blog aziendale, l’advertising, l’email marketing e piattaforme specifiche come YouTube (se utilizzata) necessitano di un PED ad hoc.
Discorso diverso, invece, vale per il calendario editoriale. A differenza del PED che ha un contenuto più generale, quest’ultimo dettaglia in maniera puntuale i singoli contenuti e le date e l’ora di pubblicazione, definendo elementi multimediali (foto, video, grafiche) e copy necessari per la condivisione di ogni post / storia.
Elementi fondamentali da mettere a terra per creare il PED social
Un piano efficace richiede l’integrazione di diverse componenti che lavorano in sinergia, soprattutto se non è stata definita a monte la social media strategy.
Per questo, prima di definire il PED è bene avere chiare tutte queste informazioni:
- Analisi delle prestazioni attuali: prima di iniziare, è importante comprendere da dove si parte. Gli insights messi a disposizione dalle stesse piattaforme social o da strumenti esterni come Google Analytics aiutano a tracciare i dati delle prestazioni passate, evidenziando i contenuti più efficaci e quelli meno performanti. Analizzare le metriche di engagement, copertura e conversione offre una base concreta su cui costruire la strategia;
- Definizione degli obiettivi: stabilire obiettivi chiari e misurabili è cruciale. Questi devono essere in linea con la strategia complessiva dell’azienda e rispondere al criterio SMART: specifici, misurabili, raggiungibili, rilevanti e temporali: ad esempio “aumentare l’engagement su Instagram del 20% in sei mesi“.
- Analisi del pubblico di riferimento: conoscere il target è essenziale per creare contenuti rilevanti. L’analisi demografica e psicografica del pubblico permette di individuare preferenze e comportamenti, elementi essenziali per creare contenuti che catturino l’attenzione dell’audience;

- Ricerca e studio dei competitor: monitorare le attività dei principali concorrenti può rivelare tendenze efficaci e individuare nicchie poco esplorate. Osservare quali tipi di contenuti ottengono più engagement consente di migliorare la propria strategia;
- Tone of Voice (ToV) e linea editoriale: determinare uno stile comunicativo coerente è necessario per mantenere un’identità di brand uniforme. Il tone of voice deve riflettere i valori dell’azienda e adeguarsi al tipo di audience, che si tratti di un tono professionale, amichevole o innovativo;
- Selezione dei canali social: ogni social network ha le proprie peculiarità e il tipo di contenuto che meglio vi performa. Ad esempio, Instagram è ideale per contenuti visivi e storytelling, mentre LinkedIn è più efficace per articoli approfonditi e contenuti B2B.
- Pianificazione dei contenuti: suddividere la programmazione in rubriche specifiche aiuta a diversificare i contenuti. Questo può includere post informativi, storytelling aziendale, dietro le quinte, testimonianze dei clienti, tutorial video e aggiornamenti sul settore. La varietà è essenziale per mantenere alta l’attenzione degli utenti.
Come creare il piano editoriale social? Segui questo template step by step con esempi pratici
Ok, ma come si crea un piano editoriale social efficace?
Tutte le valutazioni strategiche di cui ti abbiano parlato finora devono essere parte integrante in incipit del PED e sono in grado di determinare i risultati dell’intera operazione, per questo non vanno assolutamente trascurate.
Detto questo però, c’è una parte molto più operativa che comunemente siamo abituati a vedere e a utilizzare nel quotidiano. Plasticamente il piano editoriale si presenta come un documento Excel, Google Sheet (o simili) con diverse colonne verticali da compilare, mese per mese.
Quali sono queste colonne? Come riempirle? Segui questo template PED social step by step, qui ti indichiamo esattamente cosa prevedere con esempi pratici tarati sulla possibile pubblicazione di un post per un’impresa di consulenza che opera nel B2B.

Piano editoriale social 2025: iniziare col piede giusto
Il piano editoriale social, dunque, rappresenta uno strumento strategico e operativo essenziale per ogni azienda che voglia ottimizzare la propria presenza online e raggiungere gli obiettivi di marketing in modo efficace e strutturato.
Come abbiamo visto, un piano ben costruito garantisce coerenza nei contenuti, migliora l’engagement del pubblico e assicura una gestione più efficiente delle risorse. La sua creazione, però, richiede una combinazione di conoscenze approfondite, analisi e pianificazione che possono risultare impegnative per chi è già alle prese con la gestione aziendale.
Per questa ragione, esternalizzare l’attività di social media marketing affidandosi a professionisti qualificati come il team di tooContent può essere un’opzione strategica vincente. L’agenzia offre un approccio personalizzato, basato su un’esperienza consolidata sul campo, capace di adattarsi alle esigenze specifiche di ogni azienda. Collaborare con esperti permette di risparmiare tempo e risorse, garantendo al contempo l’implementazione di strategie efficaci che rispecchino la personalità e gli obiettivi del brand.
